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Teresa De Sio riceve il Premio Ethnos 2019

Teresa De Sio riceve il Premio Ethnos 2019

Teresa De Sio riceve il Premio Ethnos 2019

La consegna Domenica 29 Settembre a Villa Bruno

Domenica 29 Settembre alle 18:15 presso la Biblioteca di Villa Bruno a S. Giorgio a Cremano la cantautrice e scrittrice partenopea Teresa De Sio riceverà il Premio Ethnos.

Istituito tre anni fa per dare un riconoscimento ad artisti, intellettuali e scrittori che hanno saputo interpretare al meglio lo spirito della tradizione attraverso la contaminazione ed il cambiamento sociale, il Premio Ethnos è stato assegnato nelle precedenti edizioni del festival a Peppe Barra (nel 2016), allo scrittore franco-marocchino Tahar Ben Jelloun (nel 2017) e lo scorso anno all’attivista sudafricana Ndileka Mandela, nipote del primo Nobel per la Pace, Nelson Mandela.

“Il Folk oltre il Folk, potrebbe essere il titolo di un libro o di un film. Invece è il percorso riconosciuto di un’artista, di una donna del Sud, che ha sempre rivendicato con passione le sue origini campane e di brigantessa meridionale” spiega il direttore artistico del festival Gigi Di Luca. “Un premio per la continua ricerca di una diversità sonora che ha portato la De Sio ad esplorare altre sonorità tracciando allo stesso tempo la via del ritorno”.

Subito dopo la consegna, l’artista si esibirà in concerto alle 20:30 presso l’Arena di Villa Vannucchi, live che chiuderà la XXIV edizione della kermesse internazionale dedicata alla musica etnica. L’ingresso è libero fino ad esaurimento posti disponibili sia allo spettacolo che all’assegnazione del premio.

 

Rinviato il concerto di Cesare Dell’Anna & Opa Cupa

Rinviato il concerto di Cesare Dell’Anna & Opa Cupa

Rinviato il concerto di Cesare Dell’Anna & Opa Cupa

A causa delle cattive condizioni meteorologiche

È stato spostato a Martedì 24 Settembre alle ore 20:30 il concerto di Cesare Dell’Anna & Opa Cupa. Il live, che si sarebbe dovuto tenere Domenica 22 Settembre sempre alle 20:30, è stato rinviato a causa delle pessime condizioni meteorologiche che non avrebbero permesso agli artisti di esibirsi regolarmente come previsto. 

 

Il concerto si terrà sempre nell’incantevole cornice del Parco di Villa Ferretti a Bacoli. L’ingresso è libero fino ad esaurimento posti e, in zona, è disponibile un’area parcheggio.

 

Lucia De Carvalho live a Villa Vannucchi

Lucia De Carvalho live a Villa Vannucchi

Venerdì 27 Settembre per la XXIV Edizione del Festival Ethnos

Nel suo sangue scorrono tre nazioni: l’Angola, Paese che le ha dato i natali, il Portogallo, dove ha trascorso l’infanzia e la Francia, dove si è formata e tuttora vive.
Lucia De Carvalho sarà in concerto al Festival Ethnos Venerdì 27 Settembre alle 20:30 nell’Arena di Villa Vannucchi a S. Giorgio a Cremano, comune capofila della nostra kermesse dedicata alla musica etnica. L’ingresso sarà gratuito fino ad esaurimento posti disponibili.

Lucia De Carvalho ha un fascino scintillante e una presenza scenica umanizzante. Canta, balla, suona le percussioni. La sua voce è saldamente radicata e tuttavia calda e delicata. I ritmi delle sue composizioni si collegano alla terra e le armonie ariose portano il pubblico ad una maggiore gioia di sé.
La sua è una storia meticcia dove convivono le radici africane, la passione per la musica brasiliana e portoghese, ma anche l’incontro con sonorità moderne come il reggae, il funk e il pop. L’inizio della sua carriera a 16 anni la vede come ballerina nel gruppo della cantante brasiliana Bia e solo successivamente diviene interprete principale di repertori tradizionali e popolari.

Dal 2009 sviluppa un proprio percorso originale che le consente di esprimere una capacità comunicativa e un’energia solare contagiosa. Il suo recente progetto “Kuzola” che in Kimbundu – la lingua angolana parlata da sua madre – significa “Amare”, comprende un album, che vede la
partecipazione di 30 musicisti e un film documentario, per la regia di Hugo Bachelet, che ci racconta una sorta di pellegrinaggio che Lúcia compie alla riscoperta delle proprie radici. Rilasciato a ottobre 2016, l’album Kuzola è stato registrato per tutto il 2015 in Brasile, Francia e Angola.

Teresa De Sio chiude la XXIV edizione del Festival Ethnos

Teresa De Sio chiude la XXIV edizione del Festival Ethnos

Domenica 29 Settembre a Villa Vannucchi

Sarà Teresa De Sio a chiudere la XXIV Edizione del Festival Ethnos.
L’artista napoletana sarà in concerto Domenica 29 Settembre alle 20:30 presso l’Arena di Villa Vannucchi a S. Giorgio a Cremano, comune capofila della nostra kermesse, dove presenterà “Puro Desiderio”, il suo nuovo album. Ingresso libero fino ad esaurimento posti disponibili senza alcuna prenotazione.

“Puro Desiderio” è il nuovo disco e il nuovo tour di Teresa De Sio. Un disco che segna il passaggio in una nuova era della creatività di Teresa De Sio. A due anni dall’uscita del lavoro devozionale “Teresa canta Pino” dedicato all’amico Pino Danele, dopo una intensa ricerca e divulgazione sulla musica folk, testimoniata da dischi e docufilm tra cui Craj premiato al Festival del Cinema di Venezia, dopo i fortunatissimi romanzi “Metti il diavolo a Ballare” e “L’Attentissima” la cantaurice con questo disco, svela al pubblico un suo mondo musicale e poetico intimo, rimasto a lungo privato.

“Ho aperto una nuova, per me inedita, riflessione su me stessa, sui sentimenti, su profondità dentro cui fino ad oggi non avevo voluto guardare.”

Un disco e un concerto che scava, parla di sentimento e suona contemporaneo. Un suono elettro/acustico potentissimo e innovativo. Un mix di suoni acustici che a tratti sembrano diventare elettronici, dove le splendide orchestrazioni si fondono con percussioni, strumenti elettrici, chitarre e steel. Ancora una volta Teresa De Sio riesce a sorprendere per la capacità di ricerca, per la voglia di libertà e la capacità di innovare e attraversare mondi musicali solo apparentemente lontani ed unirli in modo semplice, come più volte ha già saputo fare nella sua carriera.

Un disco sull’amore in cui più che raccontare le storie degli altri, fa una riflessione su se stessa, sui sentimenti. Il Puro Desiderio è una forza motrice dell’anima, dell’amore, e di tutte le battaglie. Senza la forza del desiderio la vita ristagna.

IL CONCERTO
Accompagnata da sei straordinari musicisti e polistrumentisti, Puro Desiderio è un concerto potente intenso ed emozionante. La scaletta prevede oltre ai brani del nuovo disco tutti gli evergreen di Teresa: da Vogl’e turnà a Aumm Aumm, da Ario a Terra e nisciuno, da Rondine a Positano, e non mancheranno le incursioni nel mondo poetico dell’amico Pino Daniele e Fabrizio De Andrè.

Il tour live, curato da Arealive, partendo dai principali festival estivi proseguirà in autunno ed in inverno nei teatri italiani ed europei per permettere all’artista di incontrare vecchi e nuovi fans ed il pubblico che con immutato affetto e crescente interesse segue il percorso artistico della Brigantessa per un concerto sicuramente divertente ed atteso.

Una produzione: La Bazzarra
Comune capofila: Città di San Giorgio a Cremano

“Intervento co-finanziato dal POC Campania 2014-2020. “Rigenerazione urbana, politiche per il turismo e la cultura.

Chicuelo aprirà la XXIV Edizione del Festival Ethnos

Chicuelo aprirà la XXIV Edizione del Festival Ethnos

In concerto Sabato 14 Settembre a Villa Vannucchi

La chitarra flamenco di Cichuelo, accompagnato sul palco dalla sua band, aprirà la XXIV Edizione del Festival Ethnos.
L’artista di Barcellona sarà in concerto all’Arena di Villa Vannucchi in C.so Roma 47 a S. Giorgio a Cremano (NA), comune capofila della nostra kermesse dedicata alla musica etnica. L’ingresso, come da tradizione in tutte le nostre attività, sarà libero fino ad esaurimento posti disponibili.

Juan Gómez “Chicuelo” è uno dei più importanti chitarristi dell’attuale scena flamenco e, allo stesso tempo, uno dei cantautori più prolifici e interessanti.

Comincia a Cornellà de Llobregat all’età di 12 anni con Casimiro González, una delle chitarre flamenco più rinomate
liutai al giorno d’oggi. Ha lavorato nel Tablao de Carmen con Mario Escudero, Angelita Vargas, La Tolea, Yerbabuena, Sara Baras, Adrián Galia, Belén Maya, Antonio “El Pipa” e Joaquin Grilo tra gli altri. Ha accompagnato voci flamenco come Enrique Morente, Miguel Poveda, Duquende, Mayte Martín, Rancapino, Chano Lobato, José Mercé, El Cigala, Potito e Carmen Linares.

Ha anche condiviso il palcoscenico con musicisti come Chano Domínguez, Carles Benavent, Jorge Pardo, Jordi Bonell, Raynald Colom, ecc. e ha collaborato con la pianista Maria João Pires.
Nel 1996 forma e dirige il gruppo Cambalache, con il quale ha un grande riconoscimento.

È anche membro del gruppo Guitarras Mestizas, con il quale ha registrato due album. Ha prodotto i dischi del Siento (Harmonia Mundi, 1997) e Oscuriá (Harmonia Mundi, 1998), di Ginesa Ortega; Suena Flamenco (Harmonia Mundi, 1998) e Zaguán (Harmonia Mundi, 2001), di Miguel Poveda; Linaje, di Juaneke (Harmonia Mundi, 2002); Mi forma de vivir (K-Industria, 2005), di Duquende; e il primo record di José Antonio Martín ‘Salao’. Ha contribuito alle registrazioni con Tomatito, Duquende, Mayte Martín, Ginesa Ortega, Joan Manuel Serrat, La Vargas Blues Band, Antonio Carmona e Jordi Bonell.

Nel 2000 pubblica il suo primo disco come solista e con il suo repertorio, Cómplices (Harmonia Mundi), che si esibisce dal vivo in tutta la Spagna. Questo pezzo viene insignito del premio per la migliore chitarra flamenco solista ai premi Flamenco Hoy. Nel 2007 pubblica il suo secondo disco Diapasión (Flamenco Records), vincitore del miglior disco per solista di chitarra al Flamenco Hoy, e conduce numerosi tour sia a livello nazionale
e a livello internazionale.

Ha lavorato per le compagnie di danza flamenco degli artisti più famosi: Antonio Canales, Joaquín Cortés e Israel Galván, con i quali ha collaborato alle opere La Metamorfosis (2000)
e Torero Alucinógeno (2004) ed è anche chitarrista per lo spettacolo Lo Real / Le Réel / The Real, portato in scena per la prima volta nel 2012 al Teatro Real di Madrid.

Dal 2003 dirige anche la musica della compagnia di danza Somorrostro Dansa Flamenca, prodotta dal Taller de Músics, dove compone le opere: Andanzas e Inconnexus XXI, quest’ultimo in collaborazione con Enric Palomar e con
coreografia di Javier Latorre. È anche direttore del musical Tarantos, 2004, diretto da Emilio Hernández e con la coreografia di Javier Latorre.

Nel mondo della cinematografia compone parte della musica per l’ultimo film di Orson Welles, El Quijote (1992) e Blancanives di Pablo Berger (2012). Ha partecipato e diretto le produzioni Qawwali Flamenco (2003), con Miguel Poveda, Duquende e Faiz Ali Faiz; La Leyenda del Tiempo, 30 anni fa (2009), con Duquende, Rafaela Carrasco e Silvia Pérez Cruz, tra gli altri; e Pansori incontra Flamenco (2012), con Soojung Chae e Duquende.

È anche richiesto come chitarrista nelle produzioni Cante y Orquesta (2004) con Miguel Poveda, Joan Albert Amargos, Israel Galván e Orquesta Sinfónica de Barcelona e Nacional de Catalunya; Desglaç (2005), di Miguel Poveda, e Els treballs i els dies (2007), di Maria del Mar Bonet e Miguel Poveda.

È chitarrista per, tra gli altri, Miguel Poveda e Duquende, con il quale è stato in vari tour in Europa, Giappone e Stati Uniti.

“La bulería no te puedo encontrar”, traccia principale del film Blancanieves, ha vinto il Goya Award 2013 per la migliore canzone originale. la traccia è una creazione di Chicuelo con i testi del regista del film, Pablo Berger.

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Comune capofila del Festival Ethnos: Città di S. Giorgio a Cremano
Una produzione: La Bazzarra

“Intervento co-finanziato dal POC Campania 2014-2020. “Rigenerazione urbana, politiche per il turismo e la cultura.

 

La nipote di Nelson Mandela incontra scuole e istituzioni

La nipote di Nelson Mandela incontra scuole e istituzioni

Mercoledì 26 settembre, alle ore 13.30, presso la sala Nassiriya del Consiglio regionale, la Presidente Rosa D’Amelio riceverà Ndileka Mandela, nipote del leader sudafricano Neson Mandela, a Napoli per ritirare il premio del festival “Ethnos”. Al centro dell’incontro istituzionale i temi su cui da anni è impegnata Mandela: l’educazione, la violenza sulle donne, la lotta al razzismo e le ingiustizie sociali.
Domani Giovedì 27 Ndileka Mandela sarà presso il Centro Fernandes di Castelvolturno. In mattinata poi si sposterà a Villaggio Coppola per visitare una mostra realizzata da alcuni immigrati in un istituto a Villaggio Coppola.

Ndileka Mandela riceve il Premio Ethnos 2018

Ndileka Mandela riceve il Premio Ethnos 2018

Il Premio Ethnos 2018 consegnato a Villa Bruno a San Giorgio a Cremano a Ndileka Mandela alla memoria di suo nonno dalle mani del Direttore artistico del Festival Gigi Di Luca.

 

“Perché un premio alla memoria si Mandela? Ho seguito una strada che in questi anni mi ha sempre con foto verso il Sudafrica. Ho invitato Masekele e Makeba ai miei Festival, mi sono ritrovato a mettere in scena uno spettacolo Memorie di una Schiava ed ho scoperto dopo che l autore sra Sudafricano. Mi sono ritrovato ad esser inviato dall Ambasciatore Sudafricano lo scorso febbraio e poi sono andato a Milano e mi sono imbattuto per caso in un negozio con artigianato del sudafrica ho capito che le coincidenze erano troppe. il Premio Ethnos alla memoria di Nelson Mandela il cui credo sua nipote Nkileda Mandela porta per il mondo vuole ricordare anche Miriam Makeba scomparsa 10 anni fa a Castel Volturno. Infatti giovedì Ndileka Ma ndela andrà li dove Makeba è scomparsa il 9 Novembre del 2008.”
Gigi Di Luca

 

Discorso Ndileka Mandela alla consegna del Premio Ethnos 2018

Terza edizione. Voluto ed ideato da Gigi Di Luca, in occasione del Festival Ethnos. Consegnato a Villa Bruno, San Giorgio a Cremano il 25 settembre 2018

“Vi farò un ritratto// immaginate un’isola poco lontano dalla costa, e dalla magnifica città di Cape Town, è un’isola arida. Niente cresce sul suo suolo, neanche sulla sabbia, è fatta di pietre bianche, calcaree//
Quest’isola era il posto dove venivano mandati i lebbrosi, persone considerate sporche e da evitare, gente che doveva essere allontanata dalla comunità//. L’isola di Robben, (Robben Island) diventò il luogo dove veniva mandato anche chi era indesiderato dal regime dell’apartheid//. Coloro che rappresentavano una minaccia// uomini coraggiosi come Robert Sobukwe , Walter Sisulu, Andrew Mlangheni , Nelson Mandela e molti altri.// Trascorrevano le loro giornate seduti a terra a scheggiare pietre bianche con un martello. Fu questo tipo di attività che causò a mio nonno gravi problemi di vista, le pietre abbagliavano.// Noi Africani, come voi italiani siamo gente di grandi passioni, amiamo il ritmo e soprattutto vogliamo essere liberi di cantare, ballare e ridere,// cantiamo quando siamo tristi // e cantiamo quando siamo felici, // cantiamo quando lodiamo, e anche quando siamo in lutto.// Immaginate una vita senza musica e senza danza…// Immaginate di non poter vedere la “Table Mountain” dalla finestra della cella, perché i tuoi carcerieri vogliono privarti anche solo di uno spicchio di bellezza// Mio nonno è stato costretto a vivere a Robben Island senza poter cantare, ascoltare musica o danzare per 17 anni // Io da piccola non ho mai potuto sentire mio nonno cantare per me la ninna nanna o raccontarmi delle storie, come è tradizione da noi, ho profondamente desiderato avere anche solo un suo “buonanotte” ma non è mai stato possibile//. Mio nonno spesso mi diceva che avere la possibilità solamente di sentire un bambino ridere gli avrebbe colmato il cuore di gioia, mentre era lì a Robben Island//. Su quella isola arida, quando scoccavano le 5 del pomeriggio si sentiva il rumore delle celle che sbattevano per essere serrate e poi nient’altro, scendeva solo un silenzio di morte// da questo silenzio pian piano si levava il flebile canto dei prigionieri, anche mio nonno cantava, pur essendo stonato.// Cantavano sì per dimenticare le loro sofferenze// per ricordare le famiglie che avevano lasciato// ma soprattutto volevano dire alla gente: reagite, lottiamo per la nostra libertà//. Il canto era ciò che ci univa durante gli anni dell’apartheid // I canti di liberazione riecheggiavano nei quartieri neri.// Durante la campagna di liberazione di Mandela, negli anni ’80, bianchi e neri intonavano cori insieme e cantavano a “A luta continue” di Mama Miriam (Makeba), canzone di grande importanza ancora oggi come 30 anni fa//. Mio nonno amava ballare. Non era un gran ballerino ma ogni volta che si presentava un’occasione lui iniziava a danzare.// Anche in presenza di centinaia di migliaia di persone a Wembley, con Johnny Clegg, lui salì sul palco ed iniziò a ballare il suo Madiba Jive.// ormai conosciuto ovunque come la danza di Mandela.//Mio nonno era convinto che la musica come lo sport poteva unire le persone// .Tutti sanno apprezzare una bella canzone, non importa in quale lingua sia cantata//. Bastava una buona musica per spingerlo a danzare e cantare//. Dopo la sua liberazione iniziò ad interessarsi particolarmente alla musica del Sud Africa. Aveva compreso il ruolo importante che la musica avrebbe potuto giocare nel calmare le tensioni politiche, dando contemporaneamente alla nuova democrazia uno strumento per unire il popolo//. E’stato molto difficile crescere senza un padre e senza un nonno// Mio padre, Thembekile, il primogenito di Nelson Mandela, morì all’età di 24 anni in un incidente stradale// nello stesso incidente morì anche un turista italiano, di cui sto cercando gli eredi, i familiari//.
Quand’ero bambina mi parlavano molto di mio nonno, Nelson Mandela, ma per me è diventato una persona reale solo dopo la mia prima visita a Robben Island, quando avevo 16 anni//Ero una giovane donna terrificata e fui accompagnata al traghetto per l’isola da mia nonna// da sola arrivai in quella fredda e vuota sala d’accoglienza, mio nonno era dietro ad un vetro che ci separava, nessun bacio, nessun abbraccio//. Io ero lì solo una giovane donna che guardava negli occhi Nelson Mandela. // La prima volta che mi vide i suoi occhi erano pieni di tristezza// Scrutò direttamente la mia anima.// In me vide il suo amato figlio ma anche la nuova generazione dei Mandela.// Subito si rese conto del mio disagio e mi chiese due cose: “Vai bene a scuola? Hai un fidanzato?”// La mia risposta fu: “Si nonno” e “No nonno”//. Mio nonno ha messo gli interessi del Sud Africa e del popolo africano prima di ogni cosa.// Lui, con i suoi compagni di prigione e di partito, aveva un obiettivo: sconfiggere le ingiustizie dell’apartheid a tutti i costi// Era pronto a morire per questa causa.//
Mi sento davvero privilegiata ed onorata, perché dopo la sua liberazione ho trascorso molto tempo con lui //. Durante questo periodo ho provato più volte a chiedergli di mio padre. Mi sono resa conto che il dolore di non aver potuto seppellire suo figlio era però troppo grande//. In me, che sono la prima nipote, Madiba ha instillato quel senso di responsabilità che mi porta a tramandare la sua memoria e quella di mio padre//.
Madiba nutriva un grande rispetto per le donne.// E, se mi posso permettere, le donne lo amavano molto.// Aveva un tale fascino… // Ho visto attrici famose, capi di stato e persino principesse incantate dal suo charme// Ma cosa fondamentale è che Mandela rispettava i diritti delle donne.
Io sono Ndileka Mandela // è mia responsabilità diffondere nel mondo il credo di mio padre e di mio nonno// Mio padre non c’era per poter raccogliere la saggezza di Madiba, io sì.// Il rispetto è stato fondamentale per mio nonno. Lui ha rispettato i suoi amici ed i suoi nemici.// Rispettava le donne, i bambini, i vecchi e gli infermi. Lui ci ha insegnato che attraverso il dialogo qualsiasi ostacolo può essere superato.// Non abbiate paura di quello che non sapete o non capite, aprite un dialogo e potreste essere sorpresi da quanto c’è da imparare da chi credete vostri nemici// Io so che mio nonno ha imparato tanto da chi la pensava diversamente da lui// Mio nonno credeva nel trovare un accordo nel disaccordo//.
La Costituzione del Sud Africana è considerata una delle più emancipate del mondo//. Non sarebbe mai potuto nascere un Sud Africa libero e democratico se i suoi leader non fossero stati capaci di dialogare//. A nome della mia famiglia io voglio ringraziare di cuore Gigi Di Luca e tutti voi per il Premio Ethnos alla memoria di mio nonno.// C’è un Nelson Mandela in ognuno di noi , cerchiamolo, per noi stessi e per la vostra bella Italia.”

 


 

Ms.Ndileka Mandela Speech Ethnos Festival

Buonasera
I am going to paint you a picture// . Imagine an island just off the magnificent city of Cape Town . It is a barren island . Nothing grows on it. It’s sand is sterile, it’s stone is white lime. //
The island was the place where lepers were banned to , they were considered dirty, they had to be removed from society.//
Robben Island later became the place where the unwanted were sent by the apartheid regime. // Those who posed a threat. // Those brave men, Robert Sobukwe, Walter Sisulu, Andrew Mlangeni Nelson Mandela and many many others//. They spent their days chipping away the white lime stone , this resulted in my grandfather suffering from bad eyesight all his adult life. //
Us Africans, like you Italians are people of passion, of love , of Rthymns and above all we want to be free to sing, to dance and to laugh. // We sing when we are sad //, we sing when we are happy. //
We sing when we praise and when we mourn. //
Imagine a life without music and dance//. Imagine not being able to see the beautiful Table Mountain from your cell window because your captures did not want you to see anything beautiful. //My grandfather lived without music for 17 years on Robben Island//. I never had the priceless experience of my NONNO singing to me, nor my NONNO telling me stories around the fire n or saying “ Buonanotte” // my grandfather often told me that what he missed most on Robben Island was the sound of the laughter of children. //
On Robben Island When the last door banged shut at 5 pm in the evening the deadly silence of the prison walls descended// , then slowly the soft sounds of the prisoners singing and humming were heard. //They would sing to forget their sorrow ,// to remember their beloved wives and children they had left behind //but above all their songs communicated to a nation to rise up and fight for freedom. //
Song, was what bound us together during the apartheid years. //The liberation tunes were heard blaring in out townships//. During the “ Free Mandela” Campaign our freedom songs were sung at rallies by black and white students who demanded change.// A Lotta Continua of Mamma Miriam is relevant today as it was 30 years ago. //
My grandfather loved to dance ,// he wasn’t very good at it but whenever he could he would dance.// Even infront of hundreds of thousand of people in Wembley with Johnny Clegg he would come on stage and do his Madiba jive. It’s become quite famous. //
My grandfather believed that music like sport United people. // A beautiful melody can be appreciated by anyone, no matter in what language it is sung.. // Give him a great melody and he would smile and sing along.// After his release he took a particular interest in South African music. He understood the importance that music would play in calming a volatile political transition and at the same time giving a new democracy new songs that would bind us together//
It was extremely difficult to grow up without a father and grandfather.// My father Thembekile, Nelson Mandela eldest son died at the age of 24 in a car accident. An Italian tourist also lost his life. // While growing up I was told about my NONNO Nelson Mandela but he wasn’t real to me until my first visit to Robben Island at the age of 16. //
I was a terrified young woman who was accompanied to the ferry for Robben Island by my Nonna // Alone, I arrived in an empty cold waiting room to see Nelson Mandela my NONNO sitting behind a glass panel//. No hugs no kiss.// Just a young woman looking into the eyes of Nelson Mandela.// That first time, when he looked at me his eyes were filled with sadness//. They looked deep into my soul//. In me he saw his beloved son but he also saw the next Mandela generation// . However in typical Nelson manner he understood my discomfort and he asked me 2 things “ are you doing well at school ? And do you have a boyfriend?// My answers were “ Si NONNO and No NONNO” //
My grandfather put the interests of South Africans before anyone or anything// . He had a vision and together with his comrades in prison and in the revolutionary system they were determined to overcome the injustices of apartheid at all costs // . He was prepared to die for his principles. //
I was extremely honored to have spent plenty of time with my grandfather after his release from prison//. During this time I tried to ask him about my father but I soon realized that the memory of the pain of not being allowed to bury his son was too painful for him. // In me,his eldest grandchild Madiba instilled the responsibility to take his legacy and that of my father forward.//
Madiba was a man who had the utmost respect for women.// And might I add the women loved him.// He had such charm. // I saw famous actresses, heads of state and even princesses being absolutely enchanted by his charisma// but fundamental is that Nelson Mandela respected the rights of women, //
I am Ndileka Mandela//. It is my responsibility to carry the legacy of my father and grandfather to the world//. My father was not there to receive Madiba wisdom , but I was. //Respect was fundamental in my grandfather character. He respected his friends and his enemies//. He respected women, children, the elderly and the inferm. //He taught us that with respect and dialogue any obstacle can be overcome.// Don’t be afraid of what you do not know or understand. Start a dialogue you might be surprised at what you might learn from people who you perceive as your enemies//. He learned a lot from people that disagreed with him // My grandfather believed that is was ok to agree to disagree .//
The South African Constitution is regarded as one of the most advanced in the world. //How would the birth of a free and democratic South Africa come about if our leaders hadn’t respected one another in dialogue? //
On behalf of my family, thank you to Gigi Di Luca for the award PREMIO ETHNOS for my NONNO //
There is a Nelson Mandela in each one of us// go and search for it// if not for you // but for the bellissima Italia.

 

“Le voci di un sogno”  Tributo a Nelson Mandela martedì 25 Settembre

“Le voci di un sogno” Tributo a Nelson Mandela martedì 25 Settembre

ETHNOS FESTIVAL
presenta
“Le voci di un sogno”
Tributo a Nelson Mandela a 100 anni dalla nascita
e Miriam Makeba a 10 anni dalla morte

Martedì 25 settembre 2018, ore 20.30 – Villa Vannucchi, San Giorgio a Cremano (NA)

Ingresso libero fino ad esaurimento posti disponibili

 

 

“Le voci di un sogno” è uno spettacolo di teatro, musica e danza che omaggia le figure di Nelson Mandela e Miriam Makeba e si fa portavoce dei loro messaggi di attivismo pacifista, rispetto dei diritti umani, diffusione dei valori della solidarietà e dell’accoglienza. Lo spettacolo s’inserisce tra le attività di un progetto più ampio MA.MA. – Tributo a Nelson Mandela a 100 anni dalla nascita e Miriam Makeba a 10 anni dalla morte, unico vincitore del bando MigrArti 2018 in Campania promosso dal MIBACT.

Dopo l’anteprima dello scorso luglio al Maschio Angioino di Napoli, lo spettacolo ideato e diretto da Gigi Di Luca, drammaturgia di Davide Sacco e produzione La Bazzarra, andrà in scena nell’ambito della XXIII edizione del festival Ethnos, martedì 25 settembre a Villa Vannucchi a San Giorgio a Cremano (NA), alla presenza di Ndileka Mandela, attivista sudafricana e primogenita nipote di Nelson Mandela.

Ripercorrendo momenti di vita di Nelson Mandela e Miriam Makeba, “Le voci di un sogno” tocca i temi della partenza, dell’abbandono forzato della propria terra, dell’esilio, della separazione dai propri cari, della paura del diverso, del razzismo, ma anche dell’impegno civile, della cittadinanza attiva per costruire una nuova “comunità”, facendosi portavoce degli insegnamenti di figure emblematiche della lotta per i diritti umani quali sono Mandela e Makeba. In scena 22 artisti tra migranti, attori professionisti e il gruppo musicale Afro Dream: Sonia Aimy, Ashai Lombardo Arop, Ibrahim Drabo, Fabio Mancano, Laurent Digebeu, Kassis Deguess, Branco, Abraham Narcisse Kouadio, Jennifer Omigie, John Paul Anichukwu, Francesca Murru, Ana Nikolic, Mateo Dentella, Virginia Maresca, Tessy Igiba Akiado, Wael Habib, Cisse Namory, Hosameldinne Abdelwahab, Misolas Lily Diana Tolentino, Monica Cipriano, Sabira Francesca Ibrahim, Gabriel Ogor.

“MA.MA. Le voci di un sogno” è un progetto artistico dalla forte valenza sociale che si propone l’ambizioso obiettivo di ripercorrere la strada dei due leader sudafricani e rafforzare il loro messaggio in questo particolare momento storico e intende far questo attraverso la musica, il teatro, l’arte, i valori del dialogo e della diversità intesa come ricchezza e crescita. Il percorso ha coinvolto più di 15 artisti tra Napoli e Castelvolturno, tra cui immigrati di seconda generazione e attori italiani che hanno seguito con interesse le fasi di laboratorio di teatro, canto e danza. L’intero format si concluderà a novembre a Castelvolturno per omaggiare simbolicamente e spiritualmente Miriam Makeba a 10 anni dalla morte.

“Lo spettacolo racconta attraverso le voci di questi immigrati, la storia di due leader costretti per anni a non avere rapporti con il proprio popolo. Quel popolo, oggi come ieri ai vertici della discussione pubblica sui temi del razzismo e dell’accoglienza, li celebra attraverso le vie dell’arte. MA.MA. vuole essere anche qualcosa di più, vuole parlare della gabbia mentale del razzismo, del problema sociologico che questo comporta, della paura del diverso, tutte tematiche assolutamente contemporanee ed ancora irrisolte” (Gigi Di Luca)

Il progetto è realizzato con il sostegno del MIBACT, con il patrocinio morale dell’Ambasciata della Repubblica del Sudafrica in Italia, in partenariato con il Centro Dedalus di Napoli, il Centro Fernandes e l’ Associazione Black and White di Castelvolturno, la Onlus Maestri di Strada.

Per informazioni e contatti: 081.8823978 – info@labazzarra.com

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GIULIANO GABRIELE ENSEMBLE VINCE LA PRIMA  EDIZIONE DI GENER/AZIONI

GIULIANO GABRIELE ENSEMBLE VINCE LA PRIMA EDIZIONE DI GENER/AZIONI

 

Giuliano Gabriele e la sua Ensemble vince la Prima Edizione di Gener/Azioni, il contest musicale indetto dal Festival Ethnos aperto a giovani band e musicisti under 35. Sabato 22 Settembre a Villa Vannucchi a San Giorgio a Cremano (NA) all’interno del cartellone della XXIII Edizione del Festival Ethnos si è disputata la finale del concorso musicale dedicato ad artisti provenienti dal mondo etno, folk e world music. La serata, condotta dalla speaker radiofonica Giuliana Galasso, ha visto esibirsi sul palco cinque formazioni giunte all’ultima sfida dopo le selezioni avvenute inestate: Giuliano Gabriele Ensemble, che ha poi vinto il concorso, Araputo Zen, Ars Nova Napoli,Ensemble Terra Mater e i Musaica.
Oltre due ore di musica di qualità in una Villa Vannucchi al completo, che si sono chiuse con la vittoria dell’Ensemble ciociara di Giuliano Gabriele e con la consegna delle targhe di partecipazione alle altre quattro band giunte da svariate parti d’Italia. Giuliano Gabriele, in qualità di vincitore di questa prima edizione di Gener/Azioni, si esibirà nuovamente al Festival Ethnos Martedì 2 Ottobre in apertura al concerto di Elida Almeida.
Il concorso, che ha avuto il sostegno della SIAE – Progetto S’Illumina e del MIBAC (Ministero per i Beni e le Attività Culturali), ha visto la partecipazione di numerose band di musica etno, folk e world music provenienti da tanti Paesi del Mondo ma residenti in Italia.

 

Sosa, Keita e Ovalles inaugurano il Festival

Sosa, Keita e Ovalles inaugurano il Festival

Saranno Omar Sosa, Seckou Keita e Gustavo Ovalles ad inaugurare la XXIII Edizione del Festival Ethnos Giovedì 20 Settembre nell’incantevole cornice di Villa Vannucchi a San Giorgio a Cremano (NA).

Il loro nuovo progetto discografico “Transparent Water” arriva per la prima volta a Napoli. L’album è frutto della nuova collaborazione fra Omar Sosa, nominato 7 volte al Grammy, e il cantante e maestro di Kora Seckou Keita, originario del Senegal.

Il disco è uscito in tutto il mondo il 24 febbraio 2017 con distribuzione a cura di Harmonia Mundi e l’idea del progetto è nata da un incontro musicale fortuito fra Sosa e Keita in occasione di un concerto, nel 2012, con il batterista Marque Gilmore al CLF Art Café di Londra. Profondamente emozionato da quest’esperienza, Omar ha detto a Seckou di volerlo invitare a lavorare e registrare insieme in futuro.

Per le percussioni, Omar si è rivolto a Gustavo Ovalles, che si divide fra la Francia e il nativo Venezuela. Ovalles, con il quale collabora da tempo e che ha partecipato ai precedenti album Sentir, Ayaguna e Eggūn, apporta a Transparent Water l’anima poliritmica della diaspora africana.

Ingresso libero fino ad esaurimento posti disponibili.

 

 

 

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