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Collettivo ghanese che recupera il sound vintage dell'Highlife e del Funk anni '70

Santrofi

Collettivo ghanese che recupera il sound vintage dell'Highlife e del Funk anni '70

Santrofi

Domenica 21 Settembre 2025

San Giorgio a Cremano
/ Arena di Villa Vannucchi

Ore 21.00
I Santrofi sono nati nel 2019 da un gruppo di giovani musicisti appassionati, accomunati dalla passione per la musica con cui sono cresciuti: l’Highlife. Questo supergruppo, guidato dal carismatico produttore e bassista Emmanuel Kwadwo Ofori, unisce otto dei musicisti più talentuosi di Accra, accomunati dalla passione per i groove highlife vintage e da una sensibilità hip hop. I membri hanno suonato nelle band di innumerevoli artisti ghanesi tra cui Ebo Taylor, Pat Thomas, Ambolley, AK Yeboah, così come il pioniere dell’Highlife AB Crentsil, con cui hanno registrato poco prima della sua scomparsa. Hanno anche collaborato con le nuove stelle più popolari del Ghana suonando e registrando con artisti del calibro di Kidi, Yaw Tog, AratheJay, la stella nascente Black Sherif e molti altri. Sin dalla loro formazione, i Santrofi hanno portato la loro fresca energia Highlife sui palchi di tutta Europa, tra cui Roskilde (Danimarca), FMM Sines (Portogallo) e WOMAD (Regno Unito), e ultimamente hanno anche avuto un grande successo in Giappone (13 concerti sold out) e suonato negli Stati Uniti per la prima volta nel 2024. La straordinaria energia live della band è stata catturata in “Deep into Highlife (live in Berlin)”, un album dal vivo (pubblicato nell’ottobre 2023) per il quale i Santrofi sono stati raggiunti sul palco del Kulturbrauerei di Berlino dalla migliore brass band di 14 elementi di Berlino, l’Omniversal Earkestra. Dal funk Highlife iniziale di “Amina” (primo singolo dell’album) al boogie-banger “Gyae me how”, un gioco d’infanzia ghanese trasformato in”, il nuovo album “Making Moves” vi farà ballare. La canzone che dà il titolo all’album, “Making Moves”, vede i Santrofi collaborare con l’attuale scena afrobeat in forte espansione in Ghana, e vede la partecipazione della stella nascente Arathejay e dell’esordiente Kofi Jamar. La canzone parla del tentativo di sopravvivere nelle strade a volte folli di Accra senza perdere la testa (“La vita non è mai stata facile, quindi continua a muoverti” è il verso iniziale). Il nostalgico “No money, no honey” riassume un’altra verità comune delle strade di Accra. “Su nkwa” vede i Santrofi celebrare il loro amore per la tipica musica Sikji Highlife. Il secondo singolo, “Domebi” (che si traduce in “a mia volta amami”), parla di una relazione che cresce attraverso l’amore e il rispetto reciproci. Parla di un uomo che cerca di impegnarsi al massimo per una buona relazione e chiede alla sua compagna di fare lo stesso: “Ti amo così come sei, indipendentemente da ciò che dice la gente. Sceglierò sempre te, ma non dare per scontato il mio amore. Fai del tuo meglio e io farò del mio meglio, nessuno sa il domani”. Se pensi che sia impossibile suonare un groove funk (o persino drill) su una clave Highlife pulsante, i Santrofi ti dimostreranno che ti sbagli. Ascolta il fraseggio della sezione fiati dei Santrofi, senti la clave Highlife che scorre in ogni battuta della loro musica. I Santrofi stanno spingendo i groove Highlife del Ghana verso il futuro senza perdere la loro dolce anima.

Bernard Gyamfi: trombone
Dominic Quarchie: chitarra, voce
Prince Larbi: batteria, voce
Robert Koomson: voce solista, batteria parlante, chitarra
Emmanuel Boakye Agyeman: tastiere, voce, ballerino tradizionale
Nobert Wonkyi Arthur: tromba, shekere
Victor NII Amoo: percussioni, cowbell
Emmanuel Kwadwo Ofori: basso, voce

Nella stessa giornata

Progetto La Bella Piazza, a cura di Ethnos Club Performance partecipativa di musica e danza « Appel à la dance» con la coreografa e performer Tishou Aminata Kane

Napoli
Cavea di Piazza Garibaldi Ore 10.00

La musica fa parte della vita quotidiana e gli Aka praticano la polifonia contrappuntistica fin dall’infanzia. Lo jodel, con i suoi repentini cambi di registro, è particolarmente spettacolare. Questo laboratorio di canto, basato sull’ascolto, l’osservazione e l’imitazione, permetterà ai partecipanti, sotto il coordinamento di Sorel ETA, di acquisire e comprendere le nozioni di base sulla struttura, l’organizzazione temporale e il funzionamento generale del canto polifonico degli Aka pigmei.
Queste conoscenze musicali saranno trasmesse ai partecipanti in un linguaggio di facile comprensione, permettendo loro di percepire la particolarità della musica polifonica pigmea rispetto a quella praticata dai loro vicini, i Bantu.

Durata tra le 2 e le 4 ore
La partecipazione è gratuita.
La prenotazione è obbligatoria:info@festivalethnos.it