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2 Ottobre 2020

VENERDI 2 OTTOBRE
TORRE ANNUNZIATA

Villa Parnaso
Litoranea Marconi, 12
Doppia esibizione: alle 20:30 e alle 22:15*


Ingresso libero con prenotazione obbligatoria www.eventbrite.it/e/123212356475
Presentarsi sul luogo del concerto 45 minuti prima dell’orario di inizio. La prenotazione è valida fino alle 20:30, orario di inizio del live.

*Chi ha prenotato per l’esibizione delle 20:30 non può registrarsi anche per le 22:15 oppure scegliere a quale delle due performance andare. Qualora dovessero riscontrarsi prenotazioni per entrambi gli spettacoli dalla stessa persona, non saranno considerate valide per nessun orario.


Concerto di Maarja Nuut

Maarja Nuut è una cantante, violinista e compositrice, una sperimentatrice determinata, sempre alla ricerca di una personale fusione tra le tradizioni musicali del passato e le nuove tecnologie. È conosciuta per le sue performance coinvolgenti, spesso ipnotiche, piene di bizzarre e inquietanti narrazioni sulla morte e su un paesaggio immaginario.

L’unicità della sua visione musicale e del suo suono, che attraversa senza difficoltà i confini di genere, può essere vista come un elemento di rottura nell’ampio panorama della musica world e folk e nella scena classMaarja Nuutica ad essa connessa.

Nata a Rakvere, piccolo paese nel nord dell’Estonia, Maarja ha studiato in modo approfondito la musica classica e il folk, inclusa la musica indostana sotto la guida della violoncellista Saskia Rao de Haas.
Il momento formativo più importante per la sua musica è stato probabilmente quello in cui ha scoperto alcune registrazioni d’archivio di musica rurale estone del periodo pre-sovietico. ‘Quando ho ascoltato queste tracce sono rimasta letteralmente scioccata. Era qualcosa che non avevo mai sentito prima, ma che risuonava davvero naturale. Ero ammaliata.’ Questo “stile rurale”, ed i suoi costanti esperimenti con il live looping, sono il cuore della musica di Maarja Nuut: un suono quasi modale, con piccoli modelli ripetitivi dai quali partono le variazioni che pongono differenti accenti sui temi musicali e permettono all’artista di esprimere appieno il suo stile personale.

 


Ricordiamo che negli spazi della Villa è previsto il distanziamento interpersonale per i posti a sedere. Si ricorda inoltre che è obbligatoria la mascherina per l’ingresso e l’uscita.


 

Villa Parnaso

La Villa marina di Caio Siculio, databile al I sec. a.C./I d. C. e distrutta dall’eruzione del 79 d.C., fu scoperta durante lo scavo borbonico (prima metà XIX secolo) per la costruzione del trincerone ferroviario (ferrovia Portici-Nocera): in parte distrutta e in parte ancora sepolta, di essa ci restano solo due reperti, l’affresco raffigurante il mito di Narciso ed Eco con lo sfondo del monte Parnaso, e l’anello sigillo bronzeo con le iniziali del proprietario, conservati al Museo Archeologico Nazionale di Napoli. L’amenità del luogo diede vita al toponimo Parnaso, che sopravvisse alla catastrofica eruzione del 79. Notizie non documentabili parlano della costruzione tra la fine del XVI e l’inizio del XVII secolo di un imponente edificio sopra i sedimenti vulcanici delle numerose eruzioni vesuviane. Quella terribile del dicembre 1631 distrusse anche questo edificio; ma su di esso ben presto sorse una nuova villa, imponente e signorile, detta villa del Parnaso, che dalla Strada Regia giungeva fino al mare.

Opere di noti incisori, cartografi e studiosi del XVIII-XIX secolo rappresentano in questo luogo un imponente edificio, arricchitosi di ulteriori peculiarità architettoniche durante il periodo barocco-partenopeo

Nella prima metà dell’800, quando il suolo passò nelle proprietà dei De Gennaro, nacque una nuova signorile struttura che dalle propaggini della falesia vulcanica si riversava verso la marina andando così a colmare letteralmente di archi e finestre una parte dell’antico Parnaso. L’esproprio forzato del 1872 delle proprietà appartenenti alla Nobildonna Carolina De Gennaro, confluite in quelle degli Avallone per contratto matrimoniale, necessario per estrarre dal fondo blocchi di piperno, ed altro materiale da costruzione, per la costruzione del nuovo porto mercantile, determinò il frazionamento della proprietà e l’abbattimento di parte del fabbricato.

Prima di ospitare la Congregazione delle Piccole Ancelle di Cristo Re, i locali dell’attuale Liceo erano utilizzati come stenditoio delle paste del pastificio Orsini- Montefusco ubicato all’ingresso del viale d’accesso alla Villa del Parnaso (come da cartello del Rotary).

Sebbene la zona sia famosa per la presenza, nei tempi passati, di sorgenti termali, le attuali fontane sono alimentate dall’impianto idrico cittadino, con ricircolo dell’acqua.
Il sottopasso presente al piano interrato fu creato quando fu costruito l’attuale Viale Marconi, per consentire l’accesso privato dalla villa al mare.

 

 

Mappa concerto