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17 Settembre 2021

VENERDI 17 SETTEMBRE
PORTICI

Reggia di Porici
Via Università 100
ore 21.00
Biglietto: 10 euro

Parcheggio: è possibile parcheggiare presso il lato sud della Reggia in via Università, 100 all’interno dell’esedra.
Mentre l’area in cui si svolge il concerto (Pallacorda), si trova al lato opposto (lato nord) raggiungibile semplicemente attraversando la strada, dove sarà posizionato il botteghino e lo staff per l’accoglienza.

Fratelli Mancuso

I fratelli Mancuso nati a Sutera, negli anni ’70 emigrano a Londra e lì lavorano per otto anni in fabbrica. Tornati in Italia nel 1981 si stabiliscono a Città della Pieve. I due compositori e polistrumentisti siciliani sono forti di una consacrazione che da tempo ha varcato i confini nazionali, insigniti di numerosi premi e riconoscimenti anche internazionali e con all’attivo numerose collaborazioni con il mondo del cinema e del teatro. Nel 1993 sono tra i vincitori al Premio Città di Recanati. Nel 1998 il regista Anthony Minghella sceglie un brano del Cd “Bella Maria” per la colonna sonora del film Il talento di Mr. Ripley. Nell’autunno dello stesso anno preparano un Cd e un video per la casa discografica statunitense Putumayo World Music dal titolo “Italian odissey”, produzione che sarà distribuita in tutto il mondo nel 2000.Nell’ottobre del 1999 sono invitati ad esibirsi al Premio Tenco 99. Agosto 2020 debuttano al Festival dei Due Mondi di Spoleto con l’opera I messaggeri con la regia di Emma Dante. Con l’album Manzamà nel 2021 vincono il Premio Loano per il miglior disco dell’anno e la Targa Tenco per il miglior album in dialetto.

Interpreti:
Enzo Mancuso: Canto,chitarra, ghironda,saz baglama, violino, sipsy
Lorenzo Mancuso: Canto, chitarra, harmomium, darabouka

 


 

Biglietto acquistabile qui

 


l’utilizzo della mascherina è obbligatorio per tutta la durata dell’evento, compreso all’ingresso e all’uscita di ogni spettacolo.
I posti a sedere prevedono un distanziamento minimo tra uno spettatore e l’altro di almeno 1 metro, frontalmente e lateralmente.


 

Reggia di Portici

La Reggia di Portici fu costruita per volere da Carlo di Borbone. Tradizione vuole che il re Carlo e la regina Maria Amalia, sorpresi da una tempesta, furono costretti a cercare riparo. Approdati fortunosamente nei pressi di Villa d’Elbeouf, i sovrani furono rapiti dalla bellezza dei luoghi. Ammaliati dalla natura di quest’angolo del Golfo, decisero di costruirvi una residenza estiva. Il sovrano quindi acquistò diverse aree verdi e alcune ville, come quelle del conte di Palena, del marchese Mascabruno e del principe di Santobuono, per impiantarvi la sua residenza immersa in un ampio parco. La direzione dei lavori fu affidata dapprima all’ingegnere militare Medrano, poi all’architetto romano Canevari. Per affrescare le sale furono chiamati pittori tra i quali Giuseppe Bonito. La costruzione della Real Villa terminò nel 1742. Molte famiglie aristocratiche, incoraggiate del re, acquistarono terreni o fecero costruire ville nei dintorni della reggia, creando quel caratteristico fenomeno architettonico, oggi noto come Ville Vesuviane, divenuto patrimonio dell’UNESCO. Parte del Palazzo Reale, successivamente, divenne sede del Museo Ercolanense, voluto da re Carlo per raccogliere i reperti portati alla luce nel corso degli scavi dell’antica città di Herculaneum, sepolta dall’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. Grazie alla Reggia e al Museo, Portici divenne una delle mete predilette del Grand Tour. La Reggia presenta una facciata con ampie terrazze e balaustre ed è costituita da una parte inferiore che affaccia su una zona caratterizzata da lunghi viali che portano al mare – in effetti un giardino all’inglese – e da frutteti, e da una superiore, con il bosco soprano, una volta riserva di caccia Di grande interesse, parti integranti del complesso reali delizie di Portici, sono: • la cappella palatina del 1749, che prese il posto del vecchio teatrino di corte, con il maestoso trono su cui poggia la statua dell’Immacolata; l’altare, sorretto da due colonne di marmo rosso provenienti dalla scena del teatro antico di Herculaneum; l’organo a canne suonato dal giovane Wolfgang Amadeus Mozart. • l’Area della Pallacorda, destinata al gioco del pallone: un’antica forma sportiva, simile alla pelota spagnola. • Le due facciate principali, divise dal cortile del palazzo, attraversato da un tratto dell’antica strada delle Calabrie, la Strada Statale 18, l’odierna via dell’Università. • il Galoppatoio Reale, primo cavalcatoio coperto al mondo, fatto edificare da Ferdinando IV di Borbone, intorno al 1742, sotto la direzione dell’ingegnere camerale Tommaso Saluzzi. Pochi sanno che; Il Galoppatoio del castello austriaco di Schönbrunn venne inaugurato solo tre anni dopo in occasione della visita a Vienna della coppia reale Ferdinando IV e Maria Carolina. • il parco superiore, dal 1872, ospita l’Orto Botanico Attualmente il Complesso Monumentale della Reggia di Portici è salvaguardato dall’Ateneo Federico II e dal Dipartimento di Agraria, cui è stata affidata dal Demanio in concessione perpetua. Proprio queste prestigiose istituzioni con la loro presenza hanno preservato nei secoli l’integrità del complesso borbonico.

 

 

Mappa concerto