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SABATO 9 SETTEMBRE PORTICI

Reggia di Portici,
Via Università, 100
ore 10.30 – 12.00

Workshop sul canto armonico della Mongolia

Gratuito su prenotazione (fino al raggiungimento del numero previsto)
Per iscrizioni e info: mail info@labazzarra.com



 

Reggia di Portici – Sala Cinese
Via Università, 100
ore 19.00
€ 5

Concerto di EPI

(Mongolia)
Epi è un amato musicista che varia tra i generi come l’Hip-Hop mongolo dove gli piace mostrare il suo lato jazz. La sua interpretazione della musica popolare mongola gli permette di muoversi tra due mondi ed è per questo che il suo Cd da solista si chiama “Hoirr Öngö” (tra due mondi). Definito la voce miracolosa della Mongolia, è un vagabondo tra le culture.  Con la sua interpretazione del morin khuur e la perfezione del suo canto Choomie, Epi ama fondere le sue radici tradizionali con la musica moderna e occidentale in una brillante improvvisazione.

Formazione:
Epi: voce, morin khuur

 

Biglietto acquistabile qui

 



 

Reggia di Portici – Galoppatoio
Via Università, 100
ore 21.00
€ 5

Concerto di Amrat Hussain Brothers Trio

(India)
Amrat Hussain riunisce i suoi fratelli Sanjay Khan e Teepu Khan per presentare un ensemble di musica sufi con una tradizione poetica che risale a migliaia di anni fa. Questi tre fratelli furono introdotti a quest’arte, come vuole la tradizione, fin dalla tenera età dal nonno e dal padre. Arricchiti da una lunga esperienza sul palco, si esibiscono nei più grandi festival del mondo (Sziget Festival, Paléo Festival, Pori Jazz Festival…). Sul palco presentano una performance ammaliante che mette in mostra un’abilità mozzafiato e una passione gioiosa che sarà sicuramente ricordata e assaporata da tutti.

Formazione:
Amrat Hussain Khan: tabla, voce
Sanjay Khan: harmonium, kartaal, voce
Teepu Khan: tabla, voce

 

Biglietto acquistabile qui

 



 

Reggia di Portici

La Reggia di Portici fu costruita per volere da Carlo di Borbone. Tradizione vuole che il re Carlo e la regina Maria Amalia, sorpresi da una tempesta, furono costretti a cercare riparo. Approdati fortunosamente nei pressi di Villa d’Elbeouf, i sovrani furono rapiti dalla bellezza dei luoghi. Ammaliati dalla natura di quest’angolo del Golfo, decisero di costruirvi una residenza estiva. Il sovrano quindi acquistò diverse aree verdi e alcune ville, come quelle del conte di Palena, del marchese Mascabruno e del principe di Santobuono, per impiantarvi la sua residenza immersa in un ampio parco. La direzione dei lavori fu affidata dapprima all’ingegnere militare Medrano, poi all’architetto romano Canevari. Per affrescare le sale furono chiamati pittori tra i quali Giuseppe Bonito. La costruzione della Real Villa terminò nel 1742. Molte famiglie aristocratiche, incoraggiate del re, acquistarono terreni o fecero costruire ville nei dintorni della reggia, creando quel caratteristico fenomeno architettonico, oggi noto come Ville Vesuviane, divenuto patrimonio dell’UNESCO. Parte del Palazzo Reale, successivamente, divenne sede del Museo Ercolanense, voluto da re Carlo per raccogliere i reperti portati alla luce nel corso degli scavi dell’antica città di Herculaneum, sepolta dall’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. Grazie alla Reggia e al Museo, Portici divenne una delle mete predilette del Grand Tour. La Reggia presenta una facciata con ampie terrazze e balaustre ed è costituita da una parte inferiore che affaccia su una zona caratterizzata da lunghi viali che portano al mare – in effetti un giardino all’inglese – e da frutteti, e da una superiore, con il bosco soprano, una volta riserva di caccia Di grande interesse, parti integranti del complesso reali delizie di Portici, sono: • la cappella palatina del 1749, che prese il posto del vecchio teatrino di corte, con il maestoso trono su cui poggia la statua dell’Immacolata; l’altare, sorretto da due colonne di marmo rosso provenienti dalla scena del teatro antico di Herculaneum; l’organo a canne suonato dal giovane Wolfgang Amadeus Mozart. • l’Area della Pallacorda, destinata al gioco del pallone: un’antica forma sportiva, simile alla pelota spagnola. • Le due facciate principali, divise dal cortile del palazzo, attraversato da un tratto dell’antica strada delle Calabrie, la Strada Statale 18, l’odierna via dell’Università. • il Galoppatoio Reale, primo cavalcatoio coperto al mondo, fatto edificare da Ferdinando IV di Borbone, intorno al 1742, sotto la direzione dell’ingegnere camerale Tommaso Saluzzi. Pochi sanno che; Il Galoppatoio del castello austriaco di Schönbrunn venne inaugurato solo tre anni dopo in occasione della visita a Vienna della coppia reale Ferdinando IV e Maria Carolina. • il parco superiore, dal 1872, ospita l’Orto Botanico Attualmente il Complesso Monumentale della Reggia di Portici è salvaguardato dall’Ateneo Federico II e dal Dipartimento di Agraria, cui è stata affidata dal Demanio in concessione perpetua. Proprio queste prestigiose istituzioni con la loro presenza hanno preservato nei secoli l’integrità del complesso borbonico.

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