{"id":9508,"date":"2023-09-02T19:27:17","date_gmt":"2023-09-02T17:27:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.festivalethnos.it\/?page_id=9508"},"modified":"2023-09-05T14:38:25","modified_gmt":"2023-09-05T12:38:25","slug":"1-ottobre-2023","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.festivalethnos.it\/?page_id=9508","title":{"rendered":"1  Ottobre 2023"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-9518 size-full\" src=\"https:\/\/www.festivalethnos.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/1-ottobre-2.jpg\" alt=\"\" width=\"967\" height=\"413\" srcset=\"https:\/\/www.festivalethnos.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/1-ottobre-2.jpg 967w, https:\/\/www.festivalethnos.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/1-ottobre-2-300x128.jpg 300w, https:\/\/www.festivalethnos.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/1-ottobre-2-690x295.jpg 690w, https:\/\/www.festivalethnos.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/1-ottobre-2-768x328.jpg 768w, https:\/\/www.festivalethnos.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/1-ottobre-2-720x308.jpg 720w, https:\/\/www.festivalethnos.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/1-ottobre-2-228x97.jpg 228w\" sizes=\"(max-width: 967px) 100vw, 967px\" \/><\/p>\n<h2>DOMENICA 1 OTTOBRE <span style=\"color: #d03742;\">SAN GIORGIO A CREMANO<\/span><\/h2>\n<p><strong>Villa Bruno<\/strong><br \/>\nVia Cavalli di Bronzo, 22<br \/>\nore 19.00<\/p>\n<h2><span style=\"color: #d03742;\">ETHNOS GENERAZIONI &#8211; FINALI CATEGORIE TEATRO<\/span><\/h2>\n<h2>Mattia Parrella<\/h2>\n<p><strong>PORTA AMERICANA<br \/>\nADATTAMENTO TEATRALE DI \u201cSUPER SANTOS\u201d<br \/>\nDI ROBERTO SAVIANO<\/strong><br \/>\nQuattro amici giocano a calcio in strada, dove non contano regole e tecnica, quanto la fantasia. Ecco perch\u00e9 questi ragazzi si distinguono dagli altri. Forse calciano meglio il pallone, ma soprattutto sognano pi\u00f9 in grande. Cosa succede, per\u00f2, quando i loro sguardi curiosi, i loro piedi sollevati dalla fantasia, toccano il duro suolo della realt\u00e0? Porta Americana \u00e8 un\u2019opera di denuncia sociale che vuole raccontare, con malinconica leggerezza, il peso delle decisioni.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-9663\" src=\"https:\/\/www.festivalethnos.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Porta-americana-pic.jpg\" alt=\"\" width=\"677\" height=\"451\" srcset=\"https:\/\/www.festivalethnos.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Porta-americana-pic.jpg 960w, https:\/\/www.festivalethnos.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Porta-americana-pic-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.festivalethnos.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Porta-americana-pic-690x460.jpg 690w, https:\/\/www.festivalethnos.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Porta-americana-pic-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.festivalethnos.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Porta-americana-pic-720x480.jpg 720w, https:\/\/www.festivalethnos.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Porta-americana-pic-174x116.jpg 174w, https:\/\/www.festivalethnos.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Porta-americana-pic-272x182.jpg 272w\" sizes=\"(max-width: 677px) 100vw, 677px\" \/><\/p>\n<p>[divider_line]<br \/>\n[divider_line]<\/p>\n<h2>Veronica Mele<\/h2>\n<p><strong>BALLANDO CON CECILIA<\/strong><\/p>\n<p>Un\u2019operatrice sociale ottiene un lavoro nell\u2019ex manicomio di Trieste. Qui tutti hanno una storia in frantumi. Sono i dimenticati dalla societ\u00e0; come Cecilia, una donna anziana e solitaria che come gli altri, non sa pi\u00f9 cosa accade nel mondo. E non si pu\u00f2 pi\u00f9 recuperare il tempo trascorso, si pu\u00f2 solo ballare come in un sogno gli anni non vissuti. Queste storie sono il simbolo di come tante persone siano state consegnate ad una degenza che ammetteva solo la pazzia e non il recupero.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-9668\" src=\"https:\/\/www.festivalethnos.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/DSC_9054xxxx-1.jpg\" alt=\"\" width=\"696\" height=\"589\" srcset=\"https:\/\/www.festivalethnos.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/DSC_9054xxxx-1.jpg 908w, https:\/\/www.festivalethnos.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/DSC_9054xxxx-1-300x254.jpg 300w, https:\/\/www.festivalethnos.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/DSC_9054xxxx-1-690x584.jpg 690w, https:\/\/www.festivalethnos.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/DSC_9054xxxx-1-768x650.jpg 768w, https:\/\/www.festivalethnos.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/DSC_9054xxxx-1-638x540.jpg 638w, https:\/\/www.festivalethnos.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/DSC_9054xxxx-1-137x116.jpg 137w\" sizes=\"(max-width: 696px) 100vw, 696px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<hr \/>\n<hr \/>\n<h2><span style=\"color: #d03742;\">ETHNOS GENERAZIONI &#8211; FINALI CATEGORIE DANZA<\/span><\/h2>\n<h2><span style=\"color: #993366;\">Francesco Bax<\/span><\/h2>\n<p><strong>LUCE DE L\u2019OCCHI<br \/>\nScritto e raccontato da Francesco Bax<\/strong><br \/>\n&#8221; Le mie radici avevano bisogno di acqua.<br \/>\nAria calda e gelida, che ti accarezza e ti prende a schiaffi.<br \/>\nLuce. &#8221;<\/p>\n<p>Catapultato in vasi sanguigni in questa storia di un uomo che a piedi nudi, qui nel profondo Sud, a sottovoce, si chiede se pu\u00f2 viversi un amore in un&#8217; ossessione.<\/p>\n<p>&#8211; Colpito da un incantesimo d&#8217;amore.<br \/>\n(Una persona &#8220;normale&#8221; sotto effetto di incantesimo d&#8217;amore pu\u00f2 diventare strana.<br \/>\nPu\u00f2 presentare sintomi riconducibili a un normale esaurimento nervoso, oppure alla stanchezza, depressione. La vittima riscontra strani rumori, sensazioni di ombre<br \/>\nfugaci, presenze inconsuete e invisibili nella casa. Non \u00e8 pi\u00f9 lo stesso, \u00e8 totalmente demolito da influssi e forze malefiche che sottomettono il suo essere, anima e<br \/>\ncorpo).<\/p>\n<p>Si interroga fino all\u2019 ultimo respiro. Non lo sapr\u00e0 mai, il suo corpo precocemente invecchia. Velocemente.<br \/>\nNella luce cerca conforto. A mani giunte, prova piacere. Si sente fratello.<br \/>\nNel buio fugge da tanto, da tutto.<br \/>\nInfermo. Non pi\u00f9 lui si ritrova.<br \/>\nPace non avr\u00e0.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-9653\" src=\"https:\/\/www.festivalethnos.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/119669376_10218283605788686_1335476043811210204_o.jpg\" alt=\"\" width=\"654\" height=\"427\" srcset=\"https:\/\/www.festivalethnos.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/119669376_10218283605788686_1335476043811210204_o.jpg 1080w, https:\/\/www.festivalethnos.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/119669376_10218283605788686_1335476043811210204_o-300x196.jpg 300w, https:\/\/www.festivalethnos.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/119669376_10218283605788686_1335476043811210204_o-690x450.jpg 690w, https:\/\/www.festivalethnos.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/119669376_10218283605788686_1335476043811210204_o-768x501.jpg 768w, https:\/\/www.festivalethnos.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/119669376_10218283605788686_1335476043811210204_o-720x470.jpg 720w, https:\/\/www.festivalethnos.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/119669376_10218283605788686_1335476043811210204_o-178x116.jpg 178w\" sizes=\"(max-width: 654px) 100vw, 654px\" \/><\/p>\n<p>[divider_line]<br \/>\n[divider_line]<\/p>\n<h2><span style=\"color: #993366;\">Laura Esposito<\/span><\/h2>\n<p><strong>DIACRONICHE : appunti coreografici per un cambiamento<br \/>\nCoreografia: Laura Esposito<br \/>\nInterpreti: Sara Ferrigno e Laura Esposito<\/strong><br \/>\nLa mia idea mira in particolar modo a voler far conoscere alle nuove generazioni la tradizione, attraverso uno storytelling innovativo, al fine di costruire nuovi scenari di fruizione, divulgazione dell\u02bcarte e del patrimonio. L\u2019obiettivo \u00e8 arricchire, conservare e custodire.<br \/>\nIl fine del mio progetto \u00e8 riportare antichi costumi legati all\u2019identit\u00e0 culturale e alcuni rituali tipici della tradizione italiana, attraverso gesti e movimenti che ritrovano nella contemporaneit\u00e0 i propri significati. Nel luogo di appartenenza sono conservate e radicate, ma sul palcoscenico o<br \/>\nsdradicati da quel territorio possono essere raccontati in maniera differente, senza modificare ci\u00f2 che cos\u00ec rester\u00e0. La mia prospettiva \u00e8 quella di danzare utilizzando qualcosa che esiste gi\u00e0, riproponendola in modo da valorizzarla il pi\u00f9 possibile, senza dover ricercare imitazioni, ma osservando le varie realt\u00e0 che esistono. Non si vuole spezzare nessun filo con il passato, ma creare, attraverso il quadro complesso e contraddittorio della contemporaneit\u00e0, nuovi percorsi, salvaguardando l\u2019identit\u00e0 dei territori, da raccontare attraverso uno sviluppo personale autentico e artistico. Il lavoro nasce da una riflessione sui fenomeni popolari che sopravvivono fino ad oggi. La mia creazione parte dalla danza tradizionale del centro-sud Italia e attinge da un patrimonio culturale ricco di movimenti, musiche, gesti, danze e suoni. Personalmente ho intrapreso questo studio grazie ad una mia intuizione e una necessit\u00e0 di cercare altro al di fuori della tecnica accademica. Il desiderio \u00e8 quello di provare a disporre la danza tradizionale davanti la realt\u00e0 della danza contemporanea, per farle dunque dialogare insieme, mettendo in scena l\u2019energia della dimensione<br \/>\nrituale e la potenza ritmica rispetto all\u2019estetica dei movimenti. Concretamente ci\u00f2 \u00e8 possibile mettendo i danzatori in relazione a questo linguaggio coreutico tradizionale, anche nei confronti della creazione coreografica, attraverso un lavoro di pratica del movimento in relazione con il<br \/>\ntamburo e le varie tecniche tradizionali. Le sonorit\u00e0 e i movimenti di questo patrimonio possono fornire grandi stimoli per la figura del coreografo\/a nella danza contemporanea.<br \/>\nChe ruolo hanno oggi le tradizioni? Continuano ad essere sentite e vissute nella societ\u00e0 contemporanea? Perch\u00e9 sentiamo ancora il bisogno di attingere alle nostre radici? In un momento storico in cui si assiste alla perdita delle certezze, al prevalere del pensiero individualista, alla crisi dei valori umani, alla difficolt\u00e0 di comprendere l\u2019importanza della connessione col s\u00e9, la ritualit\u00e0 e la tradizione potrebbero essere una pratica poetica che consente<br \/>\ndi connettersi alle radici, alla comunit\u00e0 e alle origini. Radici che esistono da sempre e superarle non vuol dire dimenticare e andare oltre, non vuol dire strappare i legami. Ho scelto di indossare e mettere in scena due oggetti, due mantelle colorate realizzate a mano da mia nonna, all\u2019uncinetto. Le mantelle prima indossate e poi posate a terra, aperte in forma circolare vogliono confermare ancora una volta che ci\u00f2 che \u00e8 tradizione esiste e rester\u00e0 sempre. Unicit\u00e0 \u00e8 forse la chiave che permette a questa tradizione, come a molte altre, di sopravvivere nonostante le esigenze contemporanee e determina la riscoperta in chiave moderna di antiche arti come quella dell\u2019uncinetto.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-9652\" src=\"https:\/\/www.festivalethnos.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/IMG_2872-13.jpg\" alt=\"\" width=\"514\" height=\"640\" srcset=\"https:\/\/www.festivalethnos.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/IMG_2872-13.jpg 1440w, https:\/\/www.festivalethnos.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/IMG_2872-13-241x300.jpg 241w, https:\/\/www.festivalethnos.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/IMG_2872-13-690x860.jpg 690w, https:\/\/www.festivalethnos.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/IMG_2872-13-768x957.jpg 768w, https:\/\/www.festivalethnos.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/IMG_2872-13-1233x1536.jpg 1233w, https:\/\/www.festivalethnos.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/IMG_2872-13-433x540.jpg 433w, https:\/\/www.festivalethnos.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/IMG_2872-13-93x116.jpg 93w\" sizes=\"(max-width: 514px) 100vw, 514px\" \/><\/p>\n<p>[divider_line]<br \/>\n[divider_line]<\/p>\n<h2><span style=\"color: #993300;\">Semivolanti<\/span><\/h2>\n<p><strong>VI.PA.RO<\/strong><br \/>\n<strong>Storie di santi e di veleni<\/strong><\/p>\n<p>VI.PA.RO \u2013 storie di santi e di veleni &#8211; \u00e8 un progetto coreografico che vede la collaborazione di Riccardo Cananiello e Mattia Carlucci in una creazione che parte dallo studio sulle danze rituali legate a San Vito, San Paolo e San Rocco. Intrecciando le danze popolari alla danza contemporanea e al teatro si cerca di<br \/>\ndar vita ad un presente che si intreccia a un passato mitico, rituale e ancestrale. Un viaggio al Sud tra lavoro, fatica e sfruttamento, dolore e malattia, amore, devozione e religiosit\u00e0 attraverso danze simboliche, stilizzate e intense che ci riportano a rituali antichi &#8230;sotto gli occhi di tre Santi: San Vito dove si danza nell\u2019acqua, San Paolo che per primo scacci\u00f2 la serpe, dove i piedi battono un tempo sempre uguale, San Rocco e la sua danza dei coltelli per scacciare i malanni. Dal passato al presente. Questa l\u2019anima dello spettacolo &#8211; intenso e vero &#8211; suggestivo e potente, senza spettacolarizzazioni superflue. [&#8230;]<\/p>\n<p><em>[di Ester Ippolito per Ballare Viaggiando]<\/em><br \/>\nCon un mix di tradizione, danza contemporanea e teatro sono riusciti ad integrare il presente ad un passato mitico, rituale e ancestrale che ha coinvolto ed emozionato il pubblico. &#8220;I ricordi sono pieni di canti, balli e follie&#8230;&#8221; e partendo da questi ricordi i due artisti ci hanno accompagnato in un viaggio tra credenze e suggestioni legate al fenomeno del tarantismo.<\/p>\n<p><em>[di Sergio Ferroni per LN international]<\/em><br \/>\nVI.PA.RO Storie di Santi e di Veleni, \u00e8 uno spettacolo di Teatro\/Danza, un percorso nella memoria individuale di un bambino, poi ragazzo, poi adulto che diviene memoria collettiva di un popolo e di una terra (il Salento). Uno spettacolo di danza dove la parola usata \u00e8 spesso solo quella necessaria, come nei lunghi silenzi dei vecchi di paese in un tempo lontano. VI.PA.RO come serpe velenosa che striscia silenziosa e lascia che il suo veleno obblighi chiunque a danzare.<br \/>\nVI.PA.RO \u00e8 una preghiera che pu\u00f2 diventare una bestemmia, la speranza che si fonde alla rassegnazione. VI.PA.RO \u00e8 uno spettacolo con due danzatori, un racconto di un\u2019intera comunit\u00e0. Uno studio che parte dalla coreutica tradizionale delle danze popolari per arrivare all\u2019incontro con la sperimentazione contemporanea del teatro e della danza. Un movimento unico e continuo, dalle registrazioni originali prese sul campo alle nuove creazioni di vari musicisti del World Music. Un racconto contemporaneo<br \/>\nche ritrova antiche radici per rendere grazie e per invocare con e contro la terra che ci ha partorito. Un viaggio che parte dalla Puglia e guarda a tutto il Mediterraneo: nel paese devoto a San Vito dove si danza nell\u2019acqua, davanti il quadro di San Paolo che per primo scacci\u00f2 la serpe, su una piazza di un piccolo paese e sulle pietre dell\u2019Aspromonte, dove San Rocco pellegrino e guaritore dei malati insegn\u00f2 a danzare con i coltelli e fece della danza una forma di rivolta contro le ingiustizie e i malanni. L\u2019intento \u00e8 quello di sperimentare nuovi linguaggi del teatro-danza che guardano al passato mitico e ancestrale e vivono ancora oggi nel presente. Un movimento continuo e crescente che attraversa i suoni e i canti antichi incontra le nuove creazioni di vari artisti della world-music. Lo studio parte dalla gestualit\u00e0 originale documentata del lavoro contadino, delle danze rituali connesse al tarantismo fino alla creazione di coreografie originali in cui la autenticit\u00e0 delle danze tradizionali &#8211; cos\u00ec come ci sono state<br \/>\ntramandante \u2013 si lega in maniera salda con la sperimentazione e l\u2019innovazione della danza<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-9650\" src=\"https:\/\/www.festivalethnos.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/IMG_5435.png\" alt=\"\" width=\"623\" height=\"416\" srcset=\"https:\/\/www.festivalethnos.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/IMG_5435.png 1300w, https:\/\/www.festivalethnos.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/IMG_5435-300x200.png 300w, https:\/\/www.festivalethnos.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/IMG_5435-690x460.png 690w, https:\/\/www.festivalethnos.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/IMG_5435-768x512.png 768w, https:\/\/www.festivalethnos.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/IMG_5435-720x480.png 720w, https:\/\/www.festivalethnos.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/IMG_5435-174x116.png 174w, https:\/\/www.festivalethnos.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/IMG_5435-272x182.png 272w\" sizes=\"(max-width: 623px) 100vw, 623px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3 style=\"color: red;\"><a href=\"https:\/\/www.azzurroservice.net\/biglietti\/ethnos-generazioni-g\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Biglietto acquistabile qui<\/a><\/h3>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<hr \/>\n<hr \/>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4>Villa Bruno<\/h4>\n<p>Villa Bruno \u00e8 una villa vesuviana sita in via Cavalli di Bronzo a San Giorgio a Cremano (Napoli). Da molto tempo \u00e8 il centro culturale della cittadina, ospitando concerti, manifestazioni ed il premio Troisi, dedicato ai giovani comici. Ospita inoltre molti uffici comunali ed \u00e8 sede di varie associazioni. Dal 2002 \u00e8 anche sede della biblioteca comunale, sulla base di una cospicua donazione fatta dal cav. Giacinto Fioretti, che ne ha anche curato la sistemazione. \u00c8 quindi conosciuta come &#8220;Palazzo della Cultura Vesuviana&#8221;.<br \/>\nLa villa fu propriet\u00e0 dapprima della famiglia Monteleone, e successivamente della famiglia Lieto. Durante il periodo in cui i Lieto furono i tenutari dell&#8217;edificio, esso ospit\u00f2 a pi\u00f9 riprese per le vacanze il Cardinale Luigi Ruffo Scilla, Arcivescovo di Napoli nonch\u00e9 parente del famoso cardinale sanfedista Fabrizio Ruffo. A partire dal 1816 la villa ospit\u00f2 la fonderia Righetti, nella quale avvenne la fusione dei cavalli delle due monumentali statue equestri raffiguranti Carlo di Borbone (futuro Re Carlo III di Spagna) e Ferdinando I delle Due Sicilie (gi\u00e0 Ferdinando IV di Borbone), le quali furono poste nel 1829 in piazza del Plebiscito a Napoli. Nelle fonderie avvenne inoltre la fusione del monumento in bronzo a Pulcinella, che oggi adorna il cortile principale della Villa. Originario di Roma, Francesco Righetti era il fonditore di fiducia dello scultore Antonio Canova, che era commissionario delle due sculture. L&#8217;artista pass\u00f2 molto tempo a Napoli nel periodo di realizzazione delle opere, e grazie alla sua influenza e notoriet\u00e0 riusc\u00ec a far localizzare l&#8217;impianto industriale a S. Giorgio nonostante le proteste dei numerosi nobili che abitavano nelle vicinanze. Il motivo per cui Righetti, nel 1816, scelse proprio San Giorgio per edificare la fonderia, poi trasformata dai Bruno in vetreria, sembra essere legato all&#8217;attiva collaborazione con il marchese Cerio il quale, grande ammiratore del Canova, intercesse favorevolmente per cosentire al Righetti di impiantare la struttura a Villa Bruno nonostante le vive proteste dei nobili confinanti. Prima della sua destinazione attuale, una sua parte \u00e8 stata sede della locale stazione dei Carabinieri.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-7662 size-full\" src=\"https:\/\/www.festivalethnos.it\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/bruno-2.jpg\" alt=\"\" width=\"926\" height=\"459\" \/><\/p>\n<p>[one_third]<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>[\/one_third]<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>[toggle title=&#8221;Mappa concerto&#8221;]<br \/>\n<iframe style=\"border: 0;\" src=\"https:\/\/www.google.com\/maps\/embed?pb=!1m14!1m8!1m3!1d12075.956725153388!2d14.339737!3d40.8282013!3m2!1i1024!2i768!4f13.1!3m3!1m2!1s0x0%3A0x51c337bd983079c2!2sBiblioteca%2FParco%20di%20Villa%20Bruno!5e0!3m2!1sit!2sit!4v1630500257319!5m2!1sit!2sit\" width=\"600\" height=\"450\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\" data-mce-fragment=\"1\"><\/iframe><br \/>\n[\/toggle]<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<hr \/>\n<hr \/>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-7627 size-full\" src=\"https:\/\/www.festivalethnos.it\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/loghi_footer-2.jpg\" alt=\"\" width=\"966\" height=\"115\" \/><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; DOMENICA 1 OTTOBRE SAN GIORGIO A CREMANO Villa Bruno Via Cavalli di Bronzo, 22 ore 19.00 ETHNOS GENERAZIONI &#8211; FINALI CATEGORIE TEATRO Mattia Parrella PORTA AMERICANA ADATTAMENTO TEATRALE DI \u201cSUPER SANTOS\u201d DI ROBERTO SAVIANO Quattro amici giocano a calcio in strada, dove non contano regole e tecnica, quanto la fantasia. 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