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Dal:um

Dal:um

Venerdì 25 settembre 2026

Napoli
/ Chiesa di Santa Maria Donnalbina

Ore 21.30

Il duo Dal:um, nato nel 2018, è formato da Ha Suyean (gayageum) e Hwang Hyeyoung (geomungo), due musiciste coreane accomunate dalla volontà di superare i confini della musica tradizionale del proprio Paese. Pur avendo una formazione classica, hanno sviluppato un linguaggio musicale personale che unisce tradizione e sperimentazione.
Il nome Dal:um significa sia “continuare a perseguire qualcosa” sia “diverso”, esprimendo la loro passione per la ricerca musicale e il dialogo tra due strumenti simili ma con caratteristiche sonore differenti. Il loro repertorio si basa sull’esplorazione delle possibilità espressive del gayageum e del geomungo, strumenti antichi a corde di seta.
La loro musica è caratterizzata da un minimalismo raffinato, dall’importanza attribuita al silenzio e agli spazi vuoti, considerati parte integrante dell’espressione musicale. Ispirandosi anche all’estetica della pittura tradizionale asiatica, cercano di creare un equilibrio tra suono e silenzio, evitando di riempire ogni spazio con le note.
L’album di debutto, realizzato anche grazie alla collaborazione con giovani compositori coreani, rappresenta questa filosofia artistica: un dialogo continuo tra opposti come tradizione e contemporaneità, pieno e vuoto, silenzio ed espressione, dando vita a una musica intensa, equilibrata e profondamente evocativa.

Nella stessa giornata

Incontri dal Mondo: “Tradizione e sperimentazione nella musica asiatica”, con Dal:um

Napoli

Chiesa di Santa Maria Donnalbina, Vico Portapiccola Donnalbina, 6

Ore 19.00

Nella stessa giornata

ZeroFolkDuo

Napoli

Chiesa di Santa Maria Donnalbina, Vico Portapiccola Donnalbina, 6

Ore 20.30

Zerofolk è un progetto di musica strumentale inedita che racconta paesaggi, personaggi folkloristici ed elementi rurali incastonati in un mondo magico chiamato Javalândia, corrispondente al territorio noto sulla carta come VILLAMAGNA (CH) . Saranno i soprannomi dinastici dialettali dei compaesani a dare il nome a molti dei brani proposti: la Melèlla, Squarchìtt, Mesònn’, Cocce de Cane, lu Tòmml, colorati da gighe irlandesi, saltarelli, tarantelle, polka, baião, chôro. Un incontro di sonorità dal mondo con l’abbraccio della tradizione abruzzese.