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Gigi Di Luca: “Non è solo intrattenimento, la selezione degli artisti è accurata per raccontare il mondo”.

Dal 6 settembre al 3 ottobre: si inizia a San Giorgio a Cremano con Ndima, i pigmei Aka che vengono dal Congo. Opening con talk e mostre e a seguire dj-set 

La trentesima edizione del festival Ethnos prevede 19 concerti, 4 workshop, 2 conferenze, un talk di apertura e una rassegna di cinema in 12 location differenti per le 8 città che ospitano il festival. Da anni Ethnos si dedica a porre l’attenzione sulla peculiarità dei segni espressivi, dei suoni degli artisti, sulla loro capacità di entrare in una comunicazione anche spirituale il pubblico. Artisti come Ensemble Chakam (Iran, Palestina, Francia ), Rusan Filitzek ( Turchia), Sarra Douik( Tunisia), Luciana Elizondo ( Argentina), Mari Kalkun ( Estonia), Caamano & Ameixeiras ( galizia), Ernest Reijseger & Cuncordu e Tenore de Orosei ( Olanda, Italia) Marcio Faraco, Hugo Aran, Marco Oliveira( Brasile, Spagna, Portogallo ) con ospite Joe Barbieri con il progetto a tre voci e chitarre, Cada Um Canta Uma, esplorano nella profondità di un suono, di un canto, la poesia dell’anima.

Ritorno alle origini.  Ethnos in questa edizione ripercorre il suo sentiero per tornare alla radice ospitando il gruppo Ndima con canti e danze dei pigmei Aka del Congo. A questo popolo che vuole sensibilizzare sul pericolo di estinzione che li minaccia è affidato sia un workshop di canto polifonico e di danza sia la conferenza con l’etnologo Sorel Eta. Infatti il gruppo Ndima è protagonista anche domenica 7 settembre – sempre a San Giorgio a Cremano. 

Gli altri appuntamenti. Sempre domenica, in serata dalle ore 21, spazio alla musica con il concerto della cantante estone Mari Kalkun. L’artista originaria di Võrumaa, nel sud dell’Estonia, presenta dal vivo i brani del suo ultimo lavoro “Stories of Stonia” pubblicato per la Real World Records di Peter Gabriel. Fino al 3 ottobre si alterneranno sul palco itinerante della XXX edizione di Ethnos artisti da vari continenti: il violoncellista e compositore olandese Ernst Reijseger che incontra il canto sardo di Cuncordu e Tenore de Orosei, dal Ghana arriva il supergruppo Santrofi, dall’Ungheria il quintetto Sondorgo, dall’Argentina la musicista Luciana Elizondo, mentre dalla Turchia è atteso il cantante e virtuoso curdo del saz (chitarra saracena) Ruşan Filiztek. E ancora, l’Ensemble Chakâm che unisce il târ di Sogol Mirzaei (Iran) al suono del qanun di Farah Fersi (Tunisia) e della viola da gamba della francese Marie-Suzanne de Loye; il progetto “Cada Um Canta Uma” riunisce tre chitarristi, il brasiliano Márcio Faraco,  il portoghese Marco Oliveira lo spagnolo Hugo Arán con ospite Joe Barbieri per un omaggio alla canzone napoletana;  il gruppo multietnico Alkantara MediOrkestra, la cantante e suonatrice di oud tunisina Sarra Douik e gli spagnoli Caamaño & Ameixeiras, questi ultimi tra i nomi di punta della nuova scena tradizionale galiziana. 

L’Italia. Numerosi anche gli artisti dal nostro paese, da Ambrogio Sparagna, con l’Orchestra Popolare Italiana, a Movimento Danza, a Stefano Saletti & Banda Ikona, il polistrumentista calabrese Davide Ambrogio, il gruppo ciociaro I Trillanti, la siciliana Luisa Briguglio e il combo Hysterrae che mette insieme tre cantanti italiane (Cinzia Marzo, Irene Lungo e Silvia Gallone) e il polistrumentista iraniano Pejman Tadayon.

Generazioni e cinema. Oltre ai concerti e agli spettacoli musicali sono in programma diverse iniziative, dai workshop agli incontri con i protagonisti del festival, dalle performance artistiche alle esibizioni e laboratori legati alla danza contemporanea, dalle conferenze e panel tematici al premio Ethnos GenerAzioni, giunto alla settima edizione e dedicato ai nuovi talenti nel campo di world music.

Novità di quest’anno, sarà la proiezione di alcune opere cinematografiche sulla musica etnica. La selezione cinematografica si aprirà con Soundtrack to a Coup d’État, un documentario che esplora il ruolo della musica – e in particolare del jazz – come forma di resistenza politica e strumento di coscienza civile. Ambientato in un contesto storico carico di tensioni internazionali, il film mostra come il linguaggio universale della musica possa trasformarsi in un mezzo di denuncia, dialogo e liberazione. Il secondo appuntamento sarà dedicato a The Silence, opera del regista iraniano Mohsen Makhmalbaf. Attraverso la storia di un bambino non vedente con un dono speciale per la musica, il film riflette sul potere evocativo del suono, sulle tradizioni musicali dell’Iran e sull’intima connessione tra l’arte e l’anima. La programmazione cinematografica parallela ha lo scope di affiancarsi alla ricca programmazione musicale offrendo agli spettatori una visione alternativa ma complementare. “Ethnos è una visione poetica, sociale, culturale, è un progetto di crescita del territorio, lungo 30 anni. Abbiamo condiviso diversità, resistenza, territorio, comunità, generazioni. Siamo ora alla 30°edizione, soddisfatti ed orgogliosi per non aver mai cambiato il nostro stile, il nostro modo di agire, per non aver mai ceduto alle mode. Mentre gli scenari cambiavano la proposta musicale di Ethnos resisteva e creava una ‘comunità’ interessata alle diverse ‘umanità’ presenti dietro le storie delle musiche del mondo” – Gigi Di Luca, ideatore e direttore artistico del Festival. 

La storia: numeri e artisti. 500 concerti, 3000 artisti, 70 Paesi rappresentati, 5 continenti, quasi 500 mila spettatori. Tra gli artisti intervenuti: Miriam Makeba, Mercedes Sosa, Inti Illimani, Khaled, Dulce Pontes, Omou Sangare, Buena Vista Social Club, Gilberto Gil, The Cheftains, Rokia Traorè, Ruiki Sakamoto, Cheikka Remitti, Abdelli, Omar Sosa, Bombino, Anouar Brahem, Fanfara Ciocarlia, Kocani Orkestar, Fatoumata Diawara, Dhafer Youssef, Tinariwen, Gilberto Gil, Tahar Ben Jelloun, Pau Dones (Jarabe de Palo). 

Ed ancora il progetto Le Vie della Seta dal centro Asia, quindi i Tuareg, gli Aborigeni, gli Indiani d’America, i Mongoli, gli artisti Sufi, Gnawa, Israeliani e Palestinesi. E l’Italia con le sue peculiari espressioni: da Ivano Fossati ad Angelo Branduardi, da Moni Ovadia a Teresa De Sio, da Eugenio Bennato a Vinicio Capossela; Peppe Servillo, Peppe Barra che fu tra i primi ospiti ad Ethnos 1995. Ed ancora, solo per citarne altri: I Dervish, Les Tambours du Bronx, Warsav Village Band, Seku Keita, Wang Li, Huun-Huur-tu, Le Violons Barbares, Chassol, Lo Cor de la Plana, Bia Ferreira, Naissam, Jalal, Lemma, Djazia Satour.