Ethnos. 30 anni di visioni, suoni e culture
Il festival ha creato una comunità di spettatori che segue il percorso itinerante di città in città, si affida al programma, sa che le proposte sono ricercate al di là del grande nome, sono “cose da Ethnos “. Dietro gli artisti ci sono storie belle e dolorose, a volte paesi in cui i diritti e la giustizia sociale non esistono, guerre, povertà e la musica ha il compito di raccontare, denunciare, di contrastare. Ethnos da sempre è schierato per la pace al fianco di artisti che hanno fatto della loro arte una resistenza in vita. Cinque sono state le tematiche in cui si può racchiudere il percorso fin qui compiuto: Resistenza, Diversità, Territorio, Comunità, Generazioni sviluppate con una continua ricerca in se stesso, nelle identità, nel diverso.
Abbiamo fatto un magnifico viaggio in un mondo interiore, in realtà culturali sconosciute. È stato un sentire più che un ascoltare. Un’osservare più che un vedere.
La trentesima edizione prevede: 20 concerti, 4 workshop, 2 conferenze/incontri, un opening, una rassegna di cinema in 12 location per 8 città che ospitano il festival. Da anni Ethnos si dedica a porre l’attenzione sulla peculiarità dei segni espressivi, dei suoni degli artisti, sulla loro capacità di entrare in una comunicazione anche spirituale con il pubblico. Artisti come Ensemble Chakâm (Iran, Palestina, Francia), Rusan Filitzek (Turchia), Sarra Douik (Tunisia), Luciana Elizondo (Argentina), Mari Kalkun (Estonia), Caamaño&Ameixeiras (Galizia), Ernest Reijseger & Cuncordu e Tenore de Orosei (Olanda, Italia) Marcio Faraco, Hugo Aran, Marco Oliveira (Brasile, Spagna, Portogallo) con ospite Joe Barbieri, esplorano nella profondità di un suono, di un canto, la poesia dell’anima. Saranno percorsi i sentieri della musica popolare del Sud Italia e del Mediterraneo con Davide Ambrogio, Luisa Briguglio, Hysterrae, Sangennarobar, I Trillanti, Stefano Saletti e Banda Ikona e Alkantara Mediorkestra. Un evento pensato per indagare sul “corpo” come forma simbolica e rituale nella religiosità popolare è quello del 13 settembre con la compagnia Movimento Danza, in Corpi in Festa, e a seguire Ambrogio Sparagna, l’Orchestra Popolare Italiana con le coreografie di Mvula Sungani Phisical Dance in Corpo D’amore.
Ethnos, per la sua trentesima edizione torna anche alla radice ospitando il gruppo Ndima con canti e danze dei pigmei Aka del Congo, a cui è affidato oltre allo spettacolo, un workshop di canto polifonico, di danza ed una conferenza. Non manca nel programma l’aspetto del colore e del ritmo con due concerti molto attesi, quello degli ungheresi Söndörgő e dei ghanesi Santrofi.
Gigi Di Luca
Direttore Artistico Festival Ethnos
