Contatti | info@festivalethnos.it, Telefono: 329 9126 146

11 Settembre 2021

SABATO 11 SETTEMBRE
SAN GIORGIO A CREMANO

Villa Vannucchi
Corso Roma, 47
ore 20.00
Biglietto: 5 euro

ETHNOS GENERAZIONI

Finale contest under 35 – Sezioni Musica e Cinema

Finalisti Categoria Musica

Yaraka
Yarákä è un progetto nato nel 2015 propone un percorso principalmente radicato nella tradizione afro-brasiliana e sudamericana, un lavoro di ricerca attento ad esaltare la componente multietnica che funge da catalizzatore con le sonorità Mediterranee e del Sud Italia.

Line up:
Virginia Pavone ( voce, percussioni )
Marco La corte ( flauto, voce e percussioni)
Gianni Sciambarruto ( chitarra, voce e berimbau)
Mirko Sciambarruto ( violoncelllo )
Luca Basile ( violoncello )


 

Tangram
Tangram è un rompicapo cinese che consiste in sette forme geometriche da assemblare a piacimento creando ogni volta figure diverse. Così provano a fare i due fratelli romani con la loro musica ibrida che unisce tradizione e ricerca.

Line up:
Lisa Damascelli (oud, voce)
Daniel Damascelli (kora, voce)


 

Giovanni Chirico
Giovanni Chirico, 1990, è un sassofonista pugliese, I suoi interessi verso diversi generi musicali lo hanno portato ad intraprendere diverse strade artistiche, ma anche a fare musica in una maniera molto personalizzata cercando di esprimere al meglio la propria personalità.

Line up:
Giovanni Chirico (sax baritono)
Nicolò Gambino (chitarra elettrica)
Davide Chiarelli (batteria)


 

Cico Messina
E’ stato co-fondatore di varie band Worldmusic (SuRealistas). Nel 2020 ha pubblicato il suo primo lavoro da solista “Nura” scritto in lingua siciliana che ha attirato un buon consenso di critica.

Line up:
Dario Salerno (Chitarra)
Joe Santoro (Batteria)
Sade Mangiaracina (piano)


 

Alessandro Santacaterina
Alessandro Santacaterina, è un chitarrista e compositore Calabrese. È riconosciuto dalla critica come uno dei più originali innovatori della chitarra battente all’interno dell’ambito della musica sperimentale.

Line up:
Alessandro Santacaterina(chitarra battente, lap still guitar, pedaliera bossrc300, ebow, ventola da computer, arco da lira calabrese)

 



Finalisti Categoria Cinema

“Cuba en la Telaraña. L’arrivo di Internet nell’isola”
di Lavinia Tomasoli e Pietro Traversa


 

“113/2018”
di Davide Marchesi


 

“C’è di mezzo il mare”
di Domenico Davide Angiuli

 

 


 

Biglietto acquistabile qui

 


l’utilizzo della mascherina è obbligatorio per tutta la durata dell’evento, compreso all’ingresso e all’uscita di ogni spettacolo.
I posti a sedere prevedono un distanziamento minimo tra uno spettatore e l’altro di almeno 1 metro, frontalmente e lateralmente.


 

Villa Vannucchi

Villa Vannucchi è una delle tante ville monumentali del Miglio d’Oro, sita nel comune di San Giorgio a Cremano in corso Roma.
Storia. La villa fu voluta da Giacomo d’Aquino di Caramanico (esponente della famiglia D’Aquino e gentiluomo di camera del sovrano del Regno delle Due Sicilie Carlo di Borbone), il quale acquistò nel 1755 alcune proprietà dei discendenti di Giovanni Battista Imparato, della storica famiglia omonima. Tali proprietà consistevano in due complessi edilizi (una casa palaziata e un casino alla romana) e una masseria di quattordici moggi (47.108,04 metri quadrati circa di terreno) con bosco. Alla metà del XIX secolo la villa fu venduta ai Van den Henvel e poi, nel 1912, alla famiglia Vannucchi. L’immobile fu gravemente danneggiato dal sisma del 1980, tanto che fu necessario costruire numerose centine a supporto degli archi di tutta la struttura. Durante questo periodo parte dei giardini venne occupato abusivamente e destinato alla coltivazione di ortaggi per opera di privati. Acquisita al patrimonio del comune di San Giorgio a Cremano, è stata a lungo interessata da estesi lavori di restauro, che sono terminati nel 2006. Tre anni dopo è stato ultimato anche il riassetto del parco, riportato agli antichi splendori grazie ad un rifacimento che si è ispirato alla mappa settecentesca. Oltre ad essere teatro di rassegne culturali, la villa è nota al pubblico per essere apparsa nelle scene iniziali del film Ricomincio da tre, dove Lello Arena chiama a squarciagola Massimo Troisi.

La dimora è una delle più imponenti della zona vesuviana, come dimostra il prospetto firmato da Donnamaria che prevede, in alternanza alle lesene corinzie, un doppio ordine di balconi dotati di ringhiere in ferro battuto e timpani curvi posti senza ornamenti davanti alle finestre del piano nobile. Completano il progetto architettonico della dimora la cappella dedicata all’Immacolata, una sagrestia, una sala della musica e una ex scuderia adibita a teatro. Il progetto per la nuova villa fu commissionato ad Antonio Donnamaria, un architetto di scuola vaccariana, che realizzò il prospetto su strada con una ritmata partitura di lesene giganti in stucco. L’interno è caratterizzato da decorazioni in stucco rococò. Il prospetto posteriore, che si apre sul magnifico giardino all’italiana progettato da Pompeo Schiantarelli nel 1783, è costituito da una serie di arcate, logge e porticati. Il giardino all’italiana di Schiantarelli, la cui vastità è pari al bosco di Portici, è caratterizzato, come si legge anche nella pianta Carafa, da un lungo viale che parte da una quinta ad esedra posta in fondo al cortile e giunge ad una fontana monumentale posta al centro e formata da quattro vasche laterali disposte simmetricamente in diagonale. Da qui si dipanano a “raggiera” quattordici viali che tagliano il giardino per esteso fino al limite della proprietà. Nel giardino sono conservati ancora oggi esemplari di alberi di canfora, pini, lecci, palme, magnolie, datteri, cedri, mimose e albicocchi. La villa, denominata pure “Villa e delizie dei d’Aquino detti di Caramanico” divenne un luogo di riferimento per la nobiltà napoletana ai tempi di Gioacchino Murat. Fu in questo periodo, infatti, che la dimora conobbe il suo maggiore splendore grazie alle feste e ai ricevimenti che il principe d’Aquino offriva agli ospiti sotto la direzione della moglie Teresa Lembo.

 

 

Mappa concerto