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OUMOU SANGARÉ

 

SABATO 24 SETTEMBRE SAN GIORGIO A CREMANO

Villa Vannucchi,
Corso Roma, 47
ore 20.30
€ 13 più d.p.

Concerto di OUMOU SANGARÉ

Aveva già una lunga carriera alle spalle quando, a 18 anni, si recò ad Abidjan per registrare la sua prima cassetta, prodotta da Abdoulaye Samassa (che dovette offrirle un’auto per attirarla in studio). Ripubblicata su CD e vinile da World Circuit 2016, la cassetta, intitolata Moussolou (“le donne” in Bambara), ha venduto più di 250.000 copie alla sua prima uscita, un record che rimane imbattuto in Africa occidentale. Sebbene questa impresa possa essere in parte spiegata dalla natura altamente ballabile della musica di Wassoulou, gli elementi più importanti erano i testi cantati, a volte ruggiti, da questa giovane leonessa che ha dovuto lottare fin dalla tenera età per sopravvivere. In piedi con ardente passione contro gli abusi di una tradizione patriarcale che sanziona la poligamia, i matrimoni forzati e le mutilazioni genitali femminili, Oumou è diventata il volto da un giorno all’altro di una causa femminista che non ha mai avuto alcun punto d’appoggio in questa parte del mondo prima del suo arrivo, oggi è la cantante africana più grande e influente del mondo L’album Timbuctù, intreccia intimi legami sonori tra gli strumenti tradizionali dell’Africa occidentale e quelli legati alla storia del blues, in particolare il kamele n’goni e i suoi lontani eredi, il dobro e la chitarra slide, qui suonati da Pascal Danaë, che ha co-prodotto l’album con Nicolas Quéré. Da quel particolare periodo di lockdown, quando il tempo stesso è stato, per così dire, sospeso, e quando sia Oumou l’artista che Oumou l’imprenditrice hanno improvvisamente sperimentato uno stato di isolamento fino ad allora sconosciuto, lontano dal tumulto e dalle incessanti sollecitazioni della vita normale, lei tirato fuori il meglio. Tanti sentimenti e stati d’animo alimentano questo album, dall’introspezione di ‘Degui N’Kelena’ al languore amoroso di ‘Kanou’, alla compassione di ‘Demisimw’, all’esasperazione di ‘Kêlê Magni’ o all’orgoglio di ‘Wassulu Don’ . Facendo un decisivo passo avanti con l’approccio sonoro ideato da Danaë e Quéré, che adatta il dinamismo dei ritmi tradizionali Wassoulou al linguaggio della musica contemporanea, Timbuktu sembra destinato a diventare l’opera più ambiziosa e compiuta in una discografia già eminente.

 

 

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